SCIA nel settore edile

di Giuseppe Aymerich Commenta

Da alcuni mesi è entrata in vigore la cosiddetta SCIA..

Da alcuni mesi è entrata in vigore la cosiddetta SCIA, e cioè la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, la quale ha sostituito la precedente DIA (Denuncia d’Inizio Attività).

La differenza è sostanziale: mentre in precedenza occorreva presentare una DIA, per esempio, prima di aprire un negozio e occorreva attendere trenta giorni per i vari controlli amministrativi prima di mettersi concretamente ad operare, oggi bisogna invece presentare una sorta di autocertificazione (la SCIA, appunto) relativa al possesso di tutti i requisiti di legge e si può iniziare subito: i controlli amministrativi si terranno nei sessanta giorni successivi.


Il guaio è che la disciplina della SCIA è stata introdotta di punto in bianco nella nostra legislazione, senza troppi approfondimenti: cosicché, in tutta Italia e nei vari settori economici sono stati avanzati dubbi e perplessità sulle modalità applicative.
Un comparto nel quale le difficoltà si sono subito rivelate elevate è quello delle costruzioni. Anche per gli interventi edili occorre presentare SCIA?
I chiarimenti richiesti dagli addetti ai lavori sono finalmente arrivati con una nota interministeriale diffusa pochi giorni fa.
In sostanza, viene spiegato che in campo edile la SCIA sostituisce la DIA in tutti i casi in cui quest’ultima era prevista: cosicché, il discorso vale sostanzialmente per tutti gli interventi “minori”, i più leggeri e comuni.


Viceversa, la SCIA non si applica laddove la semplice DIA non era sufficiente: è questo il caso degli interventi edili per i quali occorreva (e occorre quindi tuttora) il permesso a costruire. In caso di vincoli ambientali e culturali, inoltre, è necessario ancora oggi ottenere il beneplacito della Soprintendenza.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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