Sanzione Libro Unico del Lavoro per infedele dichiarazione

di Stefania Russo Commenta

Il Libro Unico del Lavoro (LUL) è stato istituito dalla Legge 133/98 in sostituzione del libro paga, del libro matricola...

Il Libro Unico del Lavoro (LUL) è stato istituito dalla Legge 133/98 in sostituzione del libro paga, del libro matricola, del libretto personale di controllo e del registro di impresa.

In tale libro devono essere annotati per ciascun lavoratore subordinato, collaboratore coordinato e continuativo e per ciascun associato in partecipazione con apporto lavorativo, oltre al nome, cognome e codice fiscale, anche tutti i dati riguardanti il livello di inquadramento, la retribuzione lorda corrisposta e un apposito calendario dal quale risulti per ciascun giorno le ore lavorate, i riposi usufruiti, le ferie godute, ecc.

CALCOLO TREDICESIMA MENSILITÀ

Oltre alla retribuzione lorda, inoltre, nel Libro Unico devono essere indicati per ciascun lavoratore anche tutti i compensi in denaro o in natura corrisposti o gestiti dal datore di lavoro.

LA CAPOGRUPPO PUÒ CURARE IL LIBRO UNICO

Ma cosa succede in caso di infedele dichiarazione, ossia nel caso in cui le annotazioni riportate sul Libro Unico del Lavoro non corrispondano al vero indicando ad esempio una retribuzione diversa rispetto a quella effettivamente percepita dal lavoratore?

Il comma 7 dell’art 39 della Legge 133/2008, ossia la cosiddetta manovra Monti salva Italia che ha introdotto anche altre modifiche alla normativa del Libro Unico del Lavoro, stabilisce che, salvo i casi di errore materiale, l’omessa o infedele registrazione dei dati indicati nei commi 1 e 2 dello stesso articolo e che determina quindi differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali, è punita con una sanzione pecuniaria amministrativa di ammontare compreso tra 150 a 1.500 euro, che aumenta da 5000 a 3.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori.

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