Rimborso buoni lavoro inutilizzati

di Filadelfo Scamporrino Commenta

I buoni lavoro, detti anche voucher, che vengono acquistati dal datore di lavoro, ma che non vengono utilizzati, possono essere rimborsati. A metterlo in evidenza, attraverso il proprio sito Internet, è l’Inps.

I buoni lavoro, detti anche voucher, che vengono acquistati dal datore di lavoro, ma che non vengono utilizzati, possono essere rimborsati. A metterlo in evidenza, attraverso il proprio sito Internet, è l’Inps, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, precisando come per ottenere il rimborso dei buoni lavoro cartacei acquistati sia necessario compilare un apposito modulo di domanda, il modello “SC52” visionabile, scaricabile ed inviabile online dal sito Internet www.inps.it.

Nel momento in cui viene presentato il modello di richiesta per il rimborso, il datore di lavoro deve anche consegnare integri i voucher non utilizzati; a questo punto, dopo aver effettuato i necessari controlli, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale provvederà ad emettere un bonifico a favore del datore di lavoro.



BUONI LAVORO TABACCAIO

La sede dell’Inps dove consegnare i voucher integri, per i quali si richiede il rimborso, è quella dove i buoni lavoro stessi sono stati acquistati. Rispetto alla spesa sostenuta, il rimborso dei buoni lavoro inutilizzati è leggermente inferiore alla spesa effettuata.

PRESTAZIONI ACCESSORIE OCCASIONALI

Nel dettaglio, l’Inps rimborsa con 9,50 euro ogni buono lavoro da 10 euro; per il buono, cosiddetto multiplo, da 20 euro, la quota di rimborso unitaria è pari a 19 euro. Mentre per il buono multiplo da 50 euro vengono rimborsati 47,50 euro. Nel caso in cui invece i voucher cartacei acquistati vengano smarriti o vengano rubati, occorre prima presentare alle Autorità competenti apposita denuncia; dopodiché sarà possibile recarsi con la copia della denuncia presso gli Uffici dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale al fine di ricevere tutta l’assistenza del caso.

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