Ostacoli impresa italiana

di Francesco Di Cataldo Commenta

Gli sprechi italiani sono moltissimi e sono anche famosi, la pubblica amministrazione potrebbe iniziare a risparmiare..

Trovare lavoro si sa, è difficile e negli ultimi tempi è diventato complicato se non impossibile trovare un lavoro a tempo indeterminato, e molti giovani, ma non solo, pensano a mettersi in proprio, ad aprire quindi un’attività che possa portare un discreto reddito.

A differenza di molti altri stati della Comunità Europea, per aprire un’attività in Italia non bastano solo le grandi idee, servono anche i soldini e unita al grande sistema burocratico, diventa spesso impossibile riuscirci dovendo quindi buttare al vento il proprio desiderio imprenditoriale.




Per aprire un’attività in Italia, oltre che a dover pagare le spese di affitto del negozio o un mutuo che ti permetta di comprarlo, è obbligatorio pagare imposte che scoraggerebbe chiunque abbia una nuova iniziativa, ovvero circa 2500 euro fisse di INPS, tasse sul fatturato, per non parlare del contratto notarile, l’iscrizione al registro delle imprese, e chiaramente appoggiarsi a un buon commercialista perchè senza di lui sarebbe impossibile farcela senza sbagliare e incappare in qualche sanzione amministrativa.

In Germania invece, ma anche in Repubblica Ceca (e in altri stati europei) servono 30 euro per ottenere la licenza e per il primo anno pagare solamente 50 euro al mese per il fondo pensione.

La procedura è molto semplice e si può fare in poche ore, una volta ottenuto il contratto di affitto, bisogna recarsi all’ufficio competente con tale contratto che dimostri il luogo di lavoro, fare un paio di firme nello stesso ufficio, pagare 30 euro ed il gioco è fatto.

Una volta ottenuta la licenza di lavoro bisogna recarsi all’ufficio che eroga le pensioni (la nostra INPS per intenderci) e dichiarare l’inizio di attività e a quel punto verranno consegnati 12 bollettini postali (1 al mese) per poter pagare le imposte pensionistiche che per il primo anno ammontano a 600 euro contro i 2500 in Italia.

In Rep. Ceca ad esempio fino a 30 mila euro di introiti finanziari, si può scegliere un regime senza iva ovvero vendere i propri prodotti senza dover pagare alcuna imposta sul valore aggiunto.

In Italia purtroppo la burocrazia e la tassazione eccessiva ostacola ogni iniziativa e basterebbe quanto meno eliminare un po’ di sprechi inutili per garantire un discreto futuro a moltissimi giovani carichi di buone idee.

Gli sprechi italiani sono moltissimi e sono anche famosi, la pubblica amministrazione potrebbe iniziare a risparmiare sulle telefonate, magari usando skype o fring che ricordo essere gratuito, per il sistema operativo si potrebbe usare Linspire (costo 36 euro contro i 200 euro di Microsoft) che per un dipendente pubblico sarebbe più che sufficiente, per pacchetto office si potrebbe usare il classico OpenOffice che è gratuito.

Con questi soldi risparmiati si potrebbero eliminare un po’ di ostacoli per garantire il facile impiego.

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