Importare animali, piante e armi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Al di là delle regole fiscali, le leggi doganali impongono degli adempimenti particolari in presenza dell’importazione di particolari beni..

Al di là delle regole fiscali, trattate nell’articolo precedente, le leggi doganali impongono degli adempimenti particolari in presenza dell’importazione (sia da parte di imprenditori che di privati) di particolari beni, su cui vigono vincoli dettagliati.

Per importare in Italia cani, gatti e furetti occorre procurarsi dalle autorità sanitarie del Paese d’origine un certificato che identifichi l’animale, ne attesti la buona salute e, per i cani, una recente vaccinazione antirabbica.


Una certificazione analoga va ottenuta anche per ogni altro tipo di animale, con particolare attenzione a che venga esclusa la presenza di malattie infettive. Se si tratta di specie rare e protette, occorre anche il certificato CITES di autorizzazione all’esportazione rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza (il CITES è la convenzione internazionale vigente in materia).

Perfino alcune piante sono giudicate rare e protette, e anche per loro occorre un’autorizzazione analoga, così come per le importazioni di prodotti in avorio, in corallo, in pelle di rettile e in altri materiali particolarmente tutelati.

I certificati sanitari devono accompagnare anche le importazioni, in qualsiasi quantità, dei prodotti di origine animale: carne, latte, uova e quant’altro. Il certificato deve essere presentato presso l’ufficio sanitario del posto doganale, il cui responsabile provvederà a verificare la “salute” dei prodotti. Potrebbe sembrare uno scherzo, ma anche solo importare una confezione di uova senza certificato sanitario espone il viaggiatore ad una multa e al pagamento delle spese per la distruzione della merce. Limitate esenzioni sono previste per prodotti specifici, come il caviale e il latte in polvere.

Se, infine, si vogliono introdurre armi sul suolo nazionale, occorre sempre dichiararle in dogana e presentare il porto d’armi o l’autorizzazione equipollente rilasciata dalle autorità estere. In mancanza, l’arma andrà depositata in dogana in attesa che il viaggiatore si procuri il porto d’armi italiano.

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