Bollettini precompilati per il lavoro domestico

di Giuseppe Aymerich Commenta

Stanno arrivando in questi giorni nelle case di centinaia di migliaia di italiani i bollettini postali precompilati inviati dall’INPS per il..

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Stanno arrivando in questi giorni nelle case di centinaia di migliaia di italiani i bollettini postali precompilati inviati dall’INPS per il pagamento della rata di aprile dei contributi obbligatori per conto dei lavoratori domestici.

È una misura di semplificazione voluta dal principale ente previdenziale italiano per facilitare la vita ai datori di lavoro, spesso alle prese in questo periodo con calcoli laboriosi per stabilire il numero delle ore lavorate e i conseguenti contributi da versare.


L’INPS basa gli importi indicati sui bollettini sui dati dichiarati a suo tempo dal datore di lavoro al momento dell’iscrizione: naturalmente possono anche esservi degli errori oppure delle variazioni non ancora dichiarate, perciò al bollettino prestampato è allegato anche un bollettino in bianco per ogni evenienza.

Ma oltre alla rata di aprile, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha voluto pensare anche al futuro, allegando in anticipo anche i bollettini dei trimestri successivi, che sarà bene dunque conservare da parte in attesa del loro utilizzo a luglio, ottobre e al prossimo gennaio.


Questa semplificazione si unisce ad un’altra già avviata da qualche mese: è infatti oggi possibile pagare i contributi non solo alle Poste ma anche presso i tabacchini convenzionati, in banca e on line.
Oltre a facilitare la vita dei cittadini, il secondo intento dell’INPS è quello di rendere meno ostico agli occhi dei datori di lavoro la messa in regola dei propri domestici, un settore in cui il lavoro nero è purtroppo tuttora diffusissimo.

Stando ai dati ufficiali, sono oggi impiegati in Italia circa 562.000 fra colf, badanti e altre figure meno diffuse (giardinieri, cuochi, autisti e persino gli intramontabili maggiordomi). Di essi, appena 127.000 sono italiani: il resto è di nazionalità straniera, con prevalenza di rumeni, ucraini e filippini.

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