Aprire un negozio alimentari: procedura più veloce

di Giuseppe Aymerich Commenta

Fra i vari adempimenti amministrativi, civilistici e fiscali che un aspirante imprenditore deve affrontare per avviare un’attività..

negozio di alimentari

Fra i vari adempimenti amministrativi, civilistici e fiscali che un aspirante imprenditore deve affrontare per avviare un’attività d’impresa, una certa attenzione è da rivolgere all’esigenza di richiedere le autorizzazioni sanitarie alla ASL di competenza, tanto più stringenti quanto l’attività esercitata concerne il settore alimentare.


L’accresciuta sensibilità dell’opinione pubblica sul tema della sicurezza alimentare, d’altronde, impone controlli rigorosi. Dall’altro lato della medaglia, tuttavia, è anche vero che in passato occorrevano spesso mesi prima che l’impresa superasse tutti i test per poter finalmente avviare l’attività.


Con il passaggio di molte competenze alle Regioni, si è scelto di imboccare nuove strade che cerchino di contemperare le risposte ai due diversi problemi. Le strade scelte, a dire il vero, variano da Regione a Regione, ma l’aspetto comune delle semplificazioni adottate è stato quello di posporre le verifiche all’apertura dell’azienda.

D’altro canto, molti ispettori sanitari confermano che è più proficuo controllare un’impresa quando essa è operativa, più che agire in via preliminare.

Questa, ad esempio, è la soluzione scelta dalla Lombardia, in cui è possibile aprire l’attività subito dopo aver inviato al Comune la denuncia di inizio attività, per affrontare poi i controlli sanitari nelle settimane successive.

La via lombarda alla semplificazione è stata seguita anche da altre Regioni, come la Puglia.
Situazione differente nella legislazione piemontese e in quella veneta, dove è stabilito comunque un termine massimo di trenta giorni dalla presentazione della DIA perché siano eseguiti i controlli sanitari, necessari prima di avviare l’attività; in caso di mancati controlli, però, l’attività può partire in ogni caso.

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