Per le banche un ritorno all’antico

di Giuseppe Commenta

Inoltre, persino un pilastro dei nostri tempi e cioè la progressiva privatizzazione delle banche italiane, un tempo quasi..

banche del futuro

In questo momento siamo nella fase dell’emergenza per la crisi dei mutui subprime, e le misure dei governi di tutto il mondo sono dirette ad esprimere sforzi straordinari per salvare il sistema bancario internazionale e, di riflesso, gli interi sistemi delle imprese di tutte le nazioni, in quella che è stata definita “la peggior crisi dal 1929”.

Ma quando l’emergenza sarà passata, e non è ancora dato di sapere quando ciò accadrà, sarà inevitabile concordare a livello planetario una profonda revisione del sistema bancario, per impedire che i presupposti che hanno dato il via al crack finanziario internazionale possano di nuovo riproporsi con tanta virulenza.


Con riferimento al nostro Paese, in cui peraltro gli effetti sono stati finora sostanzialmente limitati, sono molti gli analisti che ritengono improrogabile un deciso ritorno al passato e all’adozione di una regolamentazione pubblica ben più stringente di un mercato forse troppo liberalizzato.

Il Testo Unico Bancario del 1993, attualmente vigente, ha concesso alle banche di poter operare senza particolari limiti nel settore degli investimenti finanziari e nell’emissione, acquisto e intermediazione di ogni genere di titoli, e ha aperto (sia pure in forma limitata) al possesso di partecipazioni fra mondo bancario e mondo industriale, determinando una commistione di interessi piuttosto rischiosa.


In teoria, il rischio avrebbe dovuto essere contenuto mediante l’applicazione delle complicate regole derivante dall’accordo internazionale noto come “Basilea 2”, che alla prova dei fatti si è rivelato ampiamente inefficace.

Inoltre, persino un pilastro dei nostri tempi e cioè la progressiva privatizzazione delle banche italiane, un tempo quasi tutte in mano pubblica, è oggi rimesso in discussione. Quali saranno dunque le banche del futuro? Se il ritorno all’antico dovesse davvero verificarsi, avremo banche almeno parzialmente in mano pubblica, fortemente patrimonializzate e dedite quasi esclusivamente alle attività più tradizionali: depositi e prestiti.

Rispondi