Nuovi record per oro e palladio

di Giuseppe Aymerich Commenta

Non si frena la corsa dell’oro verso i suoi massimi storici..

Non si frena la corsa dell’oro verso i suoi massimi storici. Nella serata di giovedì, il metallo più nobile ha raggiunto la quota stratosferica di 1.277,70 dollari per oncia, per poi attestarsi a 1.272,50. In realtà, il discorso va molto relativizzato, poiché le oscillazioni valutarie hanno un peso determinante: basti dire che il controvalore nella valuta europea è pari a circa 975 euro, laddove a giugno si aveva sfiorato quota 1.040.


In tutti i casi, non c’è dubbio che il metallo giallo non ha intenzione di interrompere la sua corsa verso l’alto: secondo gli analisti più prudenti arriverà entro la fine di ottobre sopra quota 1.300 dollari per oncia, ma altri arrivano ad ipotizzare addirittura 1.500.

Perfino superfluo ribadire che la crescente domanda da parte delle industrie, che pure è presente, influisce solo in misura minoritaria sull’incremento delle quotazioni: il vero motivo, infatti, è da far risalire a motivi speculativi. L’oro rimane uno dei beni-rifugio per eccellenza, e la sua crescente domanda non fa che confermare un sostanziale pessimismo degli investitori sulla capacità di ripresa dei mercati.

E c’è anche un altro fattore da considerare: le banche centrali dei vari Stati si apprestano, in tutto il mondo, ad incrementare le proprie riserve auree, con inevitabile aumento ulteriore delle quotazioni.


I fenomeni che interessano l’oro, in realtà, finiscono per coinvolgere anche gli altri metalli-rifugio: il preziosissimo platino arriva oltre 1.600 dollari ad oncia, il più comune argento sfiora i 21 dollari.
C’è poi un altro bene, decisamente meno sotto i riflettori, il cui andamento sta incuriosendo gli investitori: si tratta del palladio, anch’esso arrivato ai suoi record (oltre 550 dollari ad oncia); il motivo deriva dallo sviluppo imperioso della produzione di marmitte catalitiche in Cina, cresciuta di quasi il 40% da gennaio.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Rispondi