Borse tornate ai livelli pre-crisi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il crack della Lehmann-Brothers, con tutto quello che ne è seguito, ha portato le Borse di tutto il mondo a precipitare negli ultimi mesi del 2008..

borse mondiali

Il crack della Lehmann-Brothers, con tutto quello che ne è seguito, ha portato le Borse di tutto il mondo a precipitare negli ultimi mesi del 2008. Considerando, invece, l’andamento del 2009, torna a spirare un vento di ottimismo.

In realtà, i primi mesi dell’anno scorso sono stati ugualmente difficili, con valori negativi che hanno segnato a febbraio-marzo il punto più acuto della crisi finanziaria (quella industriale si sarebbe invece manifestata in primavera), ma da allora in poi vi è stato un crescendo che ha in pratica riportato i valori assoluti della fine del 2009 ai livelli presenti nell’estate del 2008, e dunque a prima della crisi.


Anche i rischi, a novembre, di un tracollo di Dubai non hanno fermato la ripresa, seppure parecchi timori li abbiano pur destati. Piazza Affari, ad esempio, registra nell’intero 2009 un complessivo e ragguardevole +20%, ed è ancora poco rispetto ai dati di Bruxelles (+31%), Lisbona (+34%) e soprattutto San Paolo, che rileva un apprezzamento addirittura dell’82%.

Il merito di questo recupero in tempi tutto sommato rapidi è da attribuirsi alle misure adottate di concerto dai governi e dalle banche di tutto il mondo, che hanno iniettato liquidità nel sistema proprio quando più ve n’era il bisogno.


Ora si tratta di vedere cosa capiterà nel 2010, quando le misure di sostegno saranno progressivamente ritirate: tutto sta nell’accertarsi che il mercato finanziario sia tornato a poter camminare con le proprie gambe.
Ma la paura, comunque, non è passata del tutto. A Wall Street, ad esempio, si continuano a vedere molti investitori che dismettono le azioni per acquistare le più rassicuranti e meno rischiose obbligazioni.

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