Stima delle rimanenze: LIFO, FIFO e costo medio ponderato

di Giuseppe Aymerich 1

La dottrina aziendalistica ha “inventato” moltissimi metodi per stimare l’ammontare delle rimanenze di magazzino..

La dottrina aziendalistica ha “inventato” moltissimi metodi per stimare l’ammontare delle rimanenze di magazzino, ma solo tre di essi sono considerati ammissibili dal Codice Civile nella redazione del bilancio d’esercizio: il LIFO (“Last In First Out”, o “Ultimo Entrato Primo Uscito”), il FIFO (“First In First Out”, o “Primo Entrato Primo Uscito”) e il costo medio ponderato.


Secondo il primo metodo, si parte dal presupposto che ogni scarico dal magazzino vada in ordine cronologico inverso rispetto ai carichi; secondo il FIFO, invece, si applica il ragionamento contrario. Il costo medio ponderato, infine, ipotizza che gli scarichi avvengano proporzionalmente ai carichi, con le relative conseguenze sulle rimanenze.

Ipotizziamo un’impresa che acquisti il 5 gennaio materie per 100 chilogrammi a 5 euro l’uno e il 10 luglio 70 chilogrammi a 6 euro l’uno, poi il 20 novembre sono scaricati 120 chilogrammi. Al 31 dicembre rimangono dunque in magazzino 50 chili: come valutarli?

Applicando il LIFO immaginiamo che i 120 Kg. scaricati a novembre siano quelli acquistati a luglio e metà di quelli comprati a gennaio: così, dobbiamo ritenere che i 50 Kg. rimasti in magazzino facciano parte della partita di gennaio e li valuteremo dunque 250 euro.


Secondo il FIFO, invece, la conclusione è che a novembre abbiamo scaricato l’intera partita di gennaio e una parte di quella di luglio: i 50 Kg. rimasti, dunque, sono tutti del carico di luglio e saranno valutati 300 euro.
Secondo l’ultimo metodo, infine, ipotizziamo che lo scarico di novembre sia una media ponderata dei carichi di gennaio e luglio. Perciò, stimeremo le rimanenze secondo la formula: [(100*5) + (70*6)] / 170 * 50 = 270,59.
È da segnalare come solitamente il FIFO porti ai risultati più ridotti e il LIFO a quelli maggiori.

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