Nuove regole per agenti e mediatori creditizi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il recente decreto legislativo n. 141/2010 rivede in gran parte la disciplina del sistema del credito vigente in Italia..

Il recente decreto legislativo n. 141/2010 rivede in gran parte la disciplina del sistema del credito vigente in Italia, sia per recepire una direttiva europea in materia, sia per aggiornare la nostra normativa, incrementando i diritti dei consumatori e fissando controlli più stringenti nei confronti degli operatori.
Iniziamo, dunque, una piccola incursione fra le modifiche introdotte dal decreto, cominciando dalla revisione delle norme previste per le figure intermedie: agenti e mediatori del credito.


Per prima cosa, sono state aggiornate le definizioni, al fine di eliminare dubbi interpretativi e zone d’ombra. Pertanto, gli agenti operano come mandatari di una precisa società, mentre i mediatori sono figure indipendenti senza particolari vincoli sui prodotti finanziari di cui trattare.

Ai mediatori è però richiesta, oltre agli ordinari requisiti di onorabilità, anche la garanzia di solvibilità (per esempio, una fideiussione), in vista di eventuali risarcimenti danni. Quest’obbligo non è previsto per gli agenti, che però hanno un limite differente: possono agire esclusivamente come monomandatari, e perciò agli ordini di un unico mandante. Eccezionalmente si può derogare e arrivare fino a tre mandanti quando nessuno di loro presenta, preso singolarmente, un pacchetto di prodotti troppo ricco.

Saranno istituiti prossimamente presso la Banca d’Italia (che ha competenza esclusiva nella vigilanza in materia) due albi, che prenderanno il posto degli elenchi previgenti. L’iscrizione in entrambi gli albi non è possibile: gli interessati quindi dovranno eseguire una scelta precisa fra la carriera di agente e quella di mediatore.


L’accesso è legato al superamento di un test di abilitazione. Coloro che già oggi esercitano la professione (e sono 112.000 mediatori e 63.000 agenti) potranno essere iscritti d’ufficio ai nuovi albi, purché abbiano esercitato almeno per tre anni negli ultimi cinque.
Previsto, infine, l’obbligo di formazione continua per tutti gli iscritti.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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