Il turismo va ma i negozi sono in crisi

di Alba D'Alberto Commenta

L’economia italiana attraversa una fame molto particolare in cui il turismo appare in crescita ma i negozi sono ancora in crisi. L’analisi lucida della situazione effettuata da Confesercenti. 

Il turismo decolla nel nostro Paese ma quelli che se la passano male sono i commercianti. Per i negozi, infatti, si parla ancora di crisi. Nonostante tutto ci sono più di 10mila imprese da aggiungere alla lista nei primi 9 mesi dell’anno. C’è anche il settore turistico che è il quarto comparto della nostra economia su cui puntare. A confermare la situazione ci pensano i numeri di Unioncamere riportati da Confesercenti

dimostrano come le attività di alloggio, ristorazione e servizio bar siano state quest’anno tra le realtà più dinamiche del nostro Paese, anche grazie a una stagione turistica positiva. La buona performance però non inganni: le difficoltà si fanno sentire ancora. Quasi un’impresa su due nel settore chiude entro i primi tre anni di vita, a causa di un elevato livello di competizione e di una pressione fiscale molto alta, in particolare per l’incidenza di IMU e TARI su ristoranti e alberghi. Sarebbe opportuno prevedere una forma di sostegno fiscale al comparto: l’idea di estendere anche agli alberghi il bonus ristrutturazioni è un primo passo nella giusta direzione, che non mancherà di dare effetti positivi, anche se andrebbe allargata la platea dei beneficiari.

Le difficoltà per il commercio tradizionale sono state confermate, soprattutto quando si parla di commercio all’ingrosso e di commercio ambulante. I negozi continuano a sparire

ne abbiamo persi 3.157, al ritmo di circa 11 in meno ogni giorno. Il segno chiaro di una crisi che non vuole finire: la ripresa dei consumi registrata fino ad ora è stata troppo debole per portare ad un’inversione di tendenza e alla fine dell’emorragia di imprese. C’è bisogno di varare urgentemente un piano per fermare l’avanzata della desertificazione commerciale.

Probabilente con l’estensione della locazione con cedolare secca anche ai negozi si potrà dare respiro alle imprese del settore.

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