Rinnovo del contratto di colf e badanti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per non trovarsi impreparati, è bene che i datori di lavoro che hanno al loro servizio uno o più domestici si tengano aggiornati sulla..

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Per non trovarsi impreparati, è bene che i datori di lavoro che hanno al loro servizio uno o più domestici si tengano aggiornati sulla normativa riguardante quest’ambito, nonché sulle principali novità derivate dal rinnovo dal contratto collettivo nazionale di categoria.

Non tutti conoscono ancora, per esempio, le nuove modalità con cui deve essere comunicata l’assunzione di un domestico, valide anche per comunicare la cessazione del rapporto di lavoro o le modifiche sopraggiunte.


L’informativa va comunicata esclusivamente all’INPS, che poi provvederà ad aggiornare il Ministero del Lavoro e l’INAIL. Se il lavoratore è extracomunitario, l’INPS avviserà anche lo Sportello Unico per l’Immigrazione istituito presso la Prefettura.

La comunicazione può essere effettuata recandosi presso gli sportelli dell’Istituto, ma anche on line oppure telefonando al contact center dell’INPS.


È interessante anche scoprire che se la famiglia va in vacanza e chiede al domestico di seguirla, questi è obbligato ma avrà diritto al 20% in più sul compenso a titolo di indennità di trasferta: una notizia utile in periodo pasquale.

Il datore di lavoro privato, che non è sostituto d’imposta, non deve in alcun modo presentare il CUD al domestico; ma quest’ultimo potrebbe ugualmente necessitare di una certificazione equipollente per fare la propria denuncia dei redditi. In tutti i casi, una certificazione del lavoro svolto deve essere erogata se il lavoratore è extracomunitario, per consentire a quest’ultimo di rinnovare il permesso di soggiorno.

Uno sguardo, infine, alle detrazioni fiscali: il datore di lavoro può dedurre dal reddito i contributi obbligatori rimasti a suo carico e versati agli enti previdenziali, fino ad un massimo di € 1.549,37; mentre le spese annue per la badante (e non per altri domestici) sono detraibili per il 19% dall’IRPEF fino a € 2.100.

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