Riflessioni sullo scudo fiscale

di Giuseppe Aymerich Commenta

In queste settimane, tutti i quotidiani e le riviste specializzate analizzano il provvedimento legislativo sul ritorno agevolato..

scudo fiscale

In queste settimane, tutti i quotidiani e le riviste specializzate analizzano il provvedimento legislativo sul ritorno agevolato dei capitali e delle attività detenuti all’estero e non dichiarati alla data del 31 dicembre 2008, soffermandosi sia sulle questioni tecniche che sugli inevitabili risvolti politici ed etici.

Un’interessante analisi a tutto tondo è stata pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano “La Stampa”.


L’analisi individua innanzitutto diverse categorie di persone che hanno spostato i loro capitali all’estero: non solo coloro che hanno voluto evitare la pesante tassazione nostrana (che, comunque, sono certamente i più numerosi), ma anche coloro che hanno trasferito all’estero le proprie fortune negli anni Settanta del secolo scorso, una fase di forte instabilità politica nel nostro Paese in cui era elevato il timore del terrorismo e dei sequestri di persona.

Un’altra categoria è poi quella di coloro che individuavano il pericolo nella forte instabilità e debolezza della lira, le cui fluttuazioni potevano comportare contraccolpi molto pesanti sul valore del proprio patrimonio monetario e finanziario.

In entrambi i casi, le cause della fuga dei capitali sono ormai appartenenti al passato. Ma c’è un altro timore che, in occasione delle precedenti versioni dello scudo fiscale (per esempio, quella del 2001), è stata con il tempo smentito: il timore che la protezione sui capitali riemersi venisse successivamente meno.


Ma la regola di non eseguire accertamenti fiscali sui capitali tornati a casa e dell’assenza di sanzioni a carico dei titolari è stata rispettata rigorosamente, e non c’è motivo di pensare che stavolta non sarà così.
È poi forte la sensazione che si tratti davvero dell’ultima spiaggia, vista il forte inasprimento delle sanzioni e la guerra dichiarata da tutte le economie occidentali ai “paradisi”, che rischiano di sgretolarsi (persino la Svizzera sta rinunciando al suo granitico segreto bancario).

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