Prestiti per piccole imprese soffocati dalla stretta del credito

di Giuseppe Aymerich Commenta

In tempi in cui la liquidità è preziosa e la fiducia da e verso le banche va cercata col lanternino, il giro di vite degli istituti..

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In tempi in cui la liquidità è preziosa e la fiducia da e verso le banche va cercata col lanternino, il giro di vite degli istituti finanziari nell’erogazione dei prestiti alla clientela è una conseguenza forse inevitabile e sul quale da tempo le autorità cercano di combattere con incentivi e garanzie di vario genere, fra cui i già celebri e attesissimi Tremonti-bond, sulla cui utilità si addensano molte speranze e altrettanti interrogativi.


Ma nonostante le contromisure adottate, la situazione rimane piuttosto grave, come dimostrano gli ultimi studi diffusi.

A livello generale, i prestiti alle imprese sono aumentati nel corso del 2008 rispetto all’anno precedente, ma il livello di questa crescita è andato via via calando: se nel mese di febbraio 2008 si registrava un tasso di crescita pari al 13% rispetto ad un anno prima, a novembre il tasso di crescita è sceso al 7%.

Ma questo dato, tutto sommato positivo, va scisso in tante componenti elementari. E in particolare, il discorso si va pesante per le microimprese, quelle con un numero di dipendenti inferiore a cinque, e dunque quelle strutture più fragili e con meno garanzie da offrire: le vittime predestinate della stretta del credito.

Concentrando l’analisi sulle microimprese, infatti, a novembre si è registrata una diminuzione su base annua del 1,3%, percentuale che sale al 2,3% se consideriamo solo il Meridione.


Spostando invece l’attenzione alle famiglie, si nota una sostanziale stagnazione del mercato dei prestiti: sempre a novembre si calcola su base annua un modesto incremento (+0,3%), che media fra la variazione nulla del Nord e la crescita del 1,3% del Sud.

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