Le imprese pagheranno anche per gli esodati

di Vito Verna Commenta

I decreto Milleproroghe avrebbe previsto la possibilità che a pagare gli ammortizzatori sociali delle oltre 350.000 persone per ora escluse dal decreto Esodati del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero potrebbero essere, per lo meno in parte, anche le imprese italiane.

Le imprese pagheranno anche per gli esodati

Davvero pessime notizie quelle che, proprio oggi, saremmo costretti a comunicare a tutti i titolari di una piccola o media impresa italiana poiché, stando a quanto comunicato in mattinata dai più eminenti quotidiani locali e nazionali italiani, il decreto Milleproroghe, l’ennesimo approvato dal Governo Monti sin dal proprio insediamento a metà novembre 2011, avrebbe previsto la possibilità, dettagliatamente descritta all’art. 6-bis, altrimenti detto Clausola di salvaguardia, che a pagare gli ammortizzatori sociali delle oltre 350.000 persone per ora escluse dal decreto Esodati del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero potrebbero essere, per lo meno in parte, anche le imprese italiane.

RIFORMA DEL WELFARE DEL GOVERNO MONTI

In particolar modo, stando a quanto si evincerebbe dalla lettura delle Clausola di salvaguardia del decreto Milleproroghe, che riporterebbe la dicitura: “[…] le ulteriori domande […] potranno essere prese in considerazione […] solo a condizione che, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sia stabilito un incremento delle aliquote contributive non pensionistiche a carico di tutti i datori di lavoro del settore privato […]”, qualora le risorse finanziarie stanziate dal Governo Monti ai destinatari del decreto Esodati dovessero terminare prima di aver garantito un’adeguata copertura a tutti i 400.000 esodati italiani, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali potrebbe riservarsi il diritto, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di emanare un decreto grazie al quale aumentare le aliquote contributive a carico del datore di lavoro così incrementando, di conseguenza e ancora una volta, il già esorbitante costo del lavoro.

CONTI CORRENTI SENZA SPESE PER PENSIONATI

E codeste aliquote, purtroppo, potrebbero aumentare non di poco, e per moltissimo tempo, in considerazione del fatto che, stando alle stime recentemente divulgate dall’INPS, gli esodati italiani per i quali potrebbe non esserci adeguata copertura finanziaria sarebbero tutti quelli che avrebbero risolto il proprio rapporto di lavoro dopo il 31 dicembre 2011 e, sempre secondo l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, ammonterebbero a circa 145.000 individui.

LAVORATORI PRECOCI ED ESODATI RIFORMA DELLE PENSIONI

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