La Sapienza guida la classifica della ricerca

di Giuseppe Aymerich Commenta

In nome della meritocrazia, i fondi ministeriali distribuiti alle singole università sono oggi basate su nove indicatori nazionali, che..

La Sapienza

In nome della meritocrazia, i fondi ministeriali distribuiti alle singole università sono oggi basate su nove indicatori nazionali, che peraltro hanno un peso differente nella distribuzione delle risorse. “Il Sole 24 Ore” ha riportato le graduatorie per ciascuno degli indicatori.

La ricerca costituisce la voce più importante (169 milioni di euro, pari ad un terzo del totale): le sedi che hanno presentato i risultati più ragguardevoli sono La Sapienza di Roma, l’Alma Mater di Bologna e la Federico II di Napoli, che si sono guadagnate le fette più sostanziose delle risorse stanziate, mentre al capo opposto abbiamo Foggia, Teramo e un’altra università napoletana, la Parthenope.


La percentuale di successo nell’aggiudicazione dei bandi europei è l’altro grande indicatore che pesa nella distribuzione delle risorse: vince il Politecnico di Milano, mentre la maglia nera va a Cassino e Macerata che non hanno vinto nulla nel triennio considerato.


Un peso minore va invece agli altri sette indicatori: qualità della docenza (prima: La Sapienza; ultima: lo Iuav di Venezia), la dispersione degli studenti, misurata sulla base degli esami superati nel primo anno e sulla base del totale degli esami sostenuti (in entrambe le classifiche vince lo Iuav, mentre in coda abbiamo rispettivamente la Tuscia e Reggio Calabria), il numero dei docenti di ruolo nelle materie principali (prima: Roma Tre, ultima: Catanzaro), i giudizi sulla qualità del corso espressi dai discenti (domina il Politecnico di Milano, mentre la più bocciata è ancora Catanzaro), il numero di laureati che trovano occupazione stabile nei successivi tre anni (la graduatoria è guidata a pari merito da due atenei abruzzesi, Chieti e Pescara, mentre sul fondo langue l’università Orientale di Napoli) e, infine, il numero di brevetti riconosciuti: vince Ferrara, contro undici atenei che non ne hanno sviluppato nessuno.

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