Intramoenia, relazione sul 2009

di Giuseppe Aymerich Commenta

Da alcuni anni vige una normativa dettagliata sull’attività medica intramuraria (“intra moenia”)..

Da alcuni anni vige una normativa dettagliata sull’attività medica intramuraria (“intra moenia”), ossia svolta da medici dotati di partita IVA all’interno di appositi spazi ospedalieri messi a loro disposizione dalla ASL di competenza.

Gli scopi sono due: da un lato, mettere in campo un inedito meccanismo fiscale (i compensi sono pagati all’ospedale e da questi girati al medico) che impedisce prestazioni in nero; dall’altro, favorire una riduzione dei tempi di attesa per le visite.


È stato anche costituito un apposito Osservatorio, con l’incarico di monitorare l’applicazione della legge sul territorio e di riferirne al Parlamento con un’approfondita relazione annuale.
Scorrendo la relazione riferita all’anno solare 2009, è possibile fare il punto sulla situazione. Se in media la spesa del SSN per ogni cittadino italiano arriva a 340 euro, la spesa sostenuta per prestazioni intramurarie è pari al 6% circa, e cioè a 20,5 euro pro-capite.

In tutto, il fatturato complessivo nel 2009 per le prestazioni intramoenia si aggira intorno a 1.228 milioni di euro, di cui 163 trattenuti dagli ospedali e 1.065 arrivati ai dottori.
Per quanto riguarda la natura delle prestazioni offerte, il dato è largamente variabile secondo la zona di riferimento: ad esempio, mentre in Basilicata straripano le prestazioni specialistiche mentre sono pressoché assenti le prestazioni ospedaliere, la situazione opposta accade in Abruzzo. Quanto ai “servizi vari”( consulenze e simili), sono quasi inesistenti in Emilia-Romagna mentre vanno forte nel Lazio e in Calabria.


Infine, i dati sui tempi di attesa: sebbene più modesti rispetto al servizio ospedaliero ordinario, in alcuni casi restano piuttosto alti: per una visita cardiologia “intramoenia”, infatti, si può arrivare a 390 giorni d’attesa.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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