Il punto di pareggio, o break-even-point

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’analisi dei costi consente, fra l’altro, di determinare il conosciutissimo punto di pareggio..

L’analisi dei costi consente, fra l’altro, di determinare il conosciutissimo punto di pareggio (o break-even-point), ossia il livello di prodotti che è necessario rivendere per coprire perfettamente i costi di produzione.
Pertanto, riuscire a vendere anche una sola unità di prodotto in più rispetto al punto di pareggio significa chiudere l’esercizio in utile, mentre in caso contrario i costi avranno complessivamente superato i ricavi con conseguenti perdite in bilancio.


Aritmeticamente, il break-even-point si calcola con una frazione, in cui al numeratore indichiamo l’ammontare totale dei costi fissi e al denominatore il margine lordo unitario di contribuzione (definito nell’articolo precedente). Ciò spiega che il punto di pareggio è tanto più basso, e quindi facile da raggiungere, quanto minori sono i costi fissi o quanto maggiore è la differenza fra prezzo di vendita e costi variabili unitari. L’azienda dovrà dunque lavorare su questi elementi per raggiungere l’obiettivo.
La teoria del break-even-point, comunque, è molto semplificativa e si fonda su una serie di condizioni abbastanza fragili; perciò, essa può essere considerata dall’azienda come punto di riferimento generico e non certo con la pretesa della certezza matematica.
Quali sono le debolezze di questa teoria? Ce ne sono svariate. Innanzitutto, è evidente che ci riferiamo ad un’impresa che realizza un unico prodotto; laddove ve ne fossero di diversi, non sarebbe così facile individuare i costi fissi e variabili di ogni produzione e fare dunque calcoli così precisi.


Inoltre, si ipotizza che i costi fissi siano, appunto, “fissi”, laddove abbiamo già spiegato che nella realtà essi assumono un andamento “a gradini” in rapporto al volume di produzione.
Infine, s’immagina che l’impresa possa manovrare a suo piacimento sul prezzo e sulle quantità di prodotti, trascurando altre variabili basilari come la concorrenza e le dinamiche di domanda e offerta.

Fonte: nostra elaborazione

Rispondi