Disoccupati italiani e occupati stranieri

di Giuseppe Aymerich 2

Nel corso dell’annus horribilis, il 2009, il numero dei lavoratori nel territorio italiano è sceso complessivamente di circa 428.000 unità..

Nel corso dell’annus horribilis, il 2009, il numero dei lavoratori nel territorio italiano è sceso complessivamente di circa 428.000 unità: il numero totale, dunque, è sceso al di sotto della soglia dei ventitré milioni.

Tuttavia, rivela l’ISTAT, che ha condotto l’indagine, in realtà a costituire la soglia di quegli oltre quattrocentomila nuovi disoccupati vengono a ricadere due fenomeni molto diversi: il crollo verticale degli occupati di nazionalità italiana (-530.000) e la crescita senza sosta dei nuovi occupati di origine estera (+102.000).


La salita continua degli stranieri che lavorano in Italia (due milioni in tutto) non dipende solo, banalmente, dai nuovi arrivi che ogni anno fanno lievitare la percentuale di residenti privi della cittadinanza italiana, fenomeno di cui peraltro occorre tener conto.

C’è anche un altro aspetto: secondo le attuali norme sull’immigrazione, lo straniero che perde il lavoro deve trovarne uno nuovo entro sei mesi, o si vedrà revocare il permesso di soggiorno. Per questo motivo, gli immigrati sono molto più disponibili ad accettare qualsiasi prospettiva lavorativa, anche modesta, che gli venisse offerta. Gli italiani, invece, in genere hanno molte più possibilità di scelta e, se hanno alle spalle una famiglia su cui contare, possono anche snobbare i posti meno desiderati in attesa di occasioni migliori.


Gli stessi datori di lavoro spesso contano proprio sulla disperazione degli immigrati extracomunitari per reclutarli a condizioni lavorative poco lusinghiere. Non a caso, le statistiche dimostrano come le paghe riservate agli stranieri siano mediamente più modeste, le ferie idem e di straordinari non ne parliamo. Edilizia e agricoltura sono i settori tipici dove si realizzano queste situazioni.
Discorso diverso in cliniche e ospedali, dove gli infermieri stranieri sono ricercatissimi e in genere possono contare su condizioni lavorative parificate a quelle dei colleghi italiani.

Commenti (2)

  1. Qui in Veneto dal 1978 in poi le ditte private piccole e grandi hanno iniziato ad assumere con molta facilità stranieri senza nessuna capacità e senza selezionarli in alcun modo .
    Qui in Veneto dal 1978 in poi le ditte private piccole e grandi prima di assumere un operaio Veneto esperto è capace gli fanno il terzo grado e mettono in dubbio le sue capacità lavorative .
    Esempio :un camionista veneto esperto,capace,con esperienze
    lavorative dimostrabili NON VIENE ASSUNTO OPPURE SUDA 7 CAMICE .
    Un Moldavo clandestino che non sa GUIDARE E HA LA PATENTE FALSA e non ha mai fatto il CAMIONISTA VIENE SUBITO ASSUNTO !
    Funziona cosi in tutto il VENETO DAL 1978 !
    PRESUMO SIA COSI IN TUTTA ITALIA.
    LOGICO CHE GLI STRANIERI TROVINO SUBITO UN LAVORO !!!

  2. se lo prendein… non solo l’italia ma anche gli italiani

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