Diritti d’autore in crisi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Gli appassionati di diritto ricordano che in questi giorni si festeggia un particolarissimo compleanno..

Gli appassionati di diritto ricordano che in questi giorni si festeggia un particolarissimo compleanno: quella della tutela legislativa al diritto d’autore, che compie trecento anni.

A quanto è noto, infatti, la prima legge mai varata a tutela dei diritti di sfruttamento delle proprie opere risale all’Inghilterra del 1710.


Venendo ai giorni nostri, però, notiamo come i diritti d’autore, passati attraverso molte modifiche normative, anche di derivazione comunitaria, non stiano vivendo dei buoni momenti: sono soprattutto le canzoni e i film a soffrire maggiormente l’era di Internet, dove ogni giorno sorgono nuovi siti che consentono di scaricare gratuitamente opere musicali, cinematografiche o televisive.

Le proposte legislative per arginare il fenomeno non mancano, a partire dall’ipotesi di una modesta tassazione a carico di tutti i navigatori, i quali, all’interno della normale bolletta, pagherebbero forfetariamente per la possibilità di godere delle opere dell’ingegno altrui. Tuttavia, i numerosi problemi di natura diplomatica (Internet è, per definizione, al di sopra dei confini nazionali) nonché il dissenso dell’opinione pubblica rendono tali ipotesi molto remote.

Secondo le leggi oggi vigenti, il diritto permane in capo all’autore e ai suoi eredi fino a settant’anni dalla morte. A riscuotere provvede la SIAE, cui la legge attribuisce lo specifico compito in cambio di una percentuale sul ricavato pari mediamente al 16%.


Nel 2009, il totale dei diritti riscossi in Italia ammonta a circa 623 milioni di euro, una buona fetta degli oltre sette miliardi riscossi in tutto il pianeta: tale ultimo importo, però, è in calo di quasi il 2% rispetto all’anno precedente, e questo non certo a causa di una diminuzione delle opere tutelate, che anzi non accennano lontanamente a decrescere.
Basti dire che nell’ultimo anno in Italia si sono iscritti alla SIAE circa cinquemila autori, mentre il numero complessivo ha superato ottantacinquemila.

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