Crollo consumi si riflette su occupazione

di Fabrizio Martini Commenta

Le stime Istat mostrano ancora la sofferenza delle famiglie, che sono costrette ad acquistare meno e peggio.

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L’Italia continua ad affrontare una grave e prolungata fase di recessione, che fa sentire tutti i suoi effetti anche sui consumi. Le famiglie tartassate da una alta imposizione fiscale congiunta ad una mancanza di lavoro vedono il reddito disponibile ridursi e i consumi calano. Una ulteriore piaga che si abbatte sui consumi è la mancanza di fiducia nel futuro. Le famiglie, anche quelle benestanti, non prevedono un futuro roseo e nella speranza di evitare dei problemi in futuro fanno economia ed abbattono la quota dedicata ai consumi. Ciò si riflette quindi anche nel mondo dell’impresa, che vede calare la produzione, e conseguentemente anche sul mondo del lavoro che vede aumentare la disoccupazione a causa della chiusura di fabbriche, aziende e negozi.

La crisi economica continua infatti ad ammazzare i consumi degli italiani. L’Istat nel 2012 ha rilevato che la flessione più marcata delle spese delle famiglie è pari al -2,8% ed è stata registrata nell’ultimo periodo ed è la peggiore dall’inizio delle nuove serie storiche ovvero dal 1997. In valore assoluto la spesa media mensile per famiglia si è attestata a 2.419 euro rispetto ai 2.488 euro che venivano spesi nel 2011.

La situazione complessiva peggiora ulteriormente se pensiamo che l’inflazione nel 2012 si è attestata ai livelli del 3%. Le famiglie risparmiano in ogni campo, ma lo fanno da un po’ di tempo oltre che per le  spese non alimentari, anche per quelle alimentari. Il primo tipo di spese segna un -3%, mentre il secondo raggiunge il -1,9%.

Un indicatore della grave crisi è il dato che mostra che 6 famiglie su 10 hanno ridotto la qualita’ e la quantita’ dei generi alimentari acquistati. Infatti il 62,3% delle famiglie pratica questo modo di spendere rispetto al 53,6% del 2011.

Sono sempre di più quelli che per la spesa quotidiana si rivolgono agli hard discount: la quota è cresciuta al 12,3% dal 10,5%.L’Istat ha rilevato che nel 2012  le famiglie hanno risparmiato per pane, cereali, carni, latte, formaggi e uova, mentre hanno incrementato la spese per le bevande.

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