Coworking: lavorare in spazi condivisi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il coworking è un fenomeno di origine anglosassone che ha iniziato lentamente a farsi conoscere anche nel nostro Paese..

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Il coworking è un fenomeno di origine anglosassone che ha iniziato lentamente a farsi conoscere anche nel nostro Paese. In pratica, si tratta di un servizio fornito da apposite società che affittano postazioni di lavoro per tempi brevi o lunghi a seconda delle esigenze di lavoratori autonomi, normalmente in trasferta.

In pratica, si offre un servizio prezioso per quei professionisti che magari si devono trattenere in una data città per motivi di lavoro per qualche giorno oppure vi si recano periodicamente di tanto in tanto.


Da un lato non hanno convenienza ad affittare uno studio tutto per sé, dall’altro possono avere comunque bisogno di un proprio spazio, sia pure per un tempo limitato.

Le società di coworking offrono postazioni dotate di scrivania, collegamento ADSL senza fili e solitamente altri servizi (dalla fotocopiatrice al fax fino agli spazi per il relax e la pausa-caffè). In genere le postazioni a disposizione sono intorno alla decina, situate in un ambiente open-space.


La gran parte delle società di coworking aderiscono alla rete “Cowo”, il cui statuto stabilisce una serie di regole comuni che gli aderenti devono rispettare, come nel franchising; fra queste regole, si ricordano il rispetto della privacy, delle norme sulla sicurezza e i tetti massimi ai prezzi.

Quanto a questi ultimi, le possibilità sono tantissime: fra tariffe orarie (10-15 euro), tariffe giornaliere (30-40 euro), tariffe mensili (200-300 euro) e mille altre ipotesi intermedie, con promozioni, sconti e persino giornate gratuite di prova, ce n’è davvero per tutti i gusti.

La prima società di coworking ha trovato sede a Lambrate (MI), e di lì a poco ne sono sorte molte altre, fra Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna, ed è probabile che nel giro di qualche anno li troveremo in ogni città italiana.

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