Costo diretto, industriale, pieno ed economico-tecnico

di Giuseppe Aymerich Commenta

Quando dobbiamo determinare il costo di prodotto possiamo riferirci a quattro configurazioni principali..

Come già spiegato nell’articolo precedente, quando dobbiamo determinare il costo di prodotto possiamo riferirci a quattro configurazioni principali.
Il costo diretto considera solamente le componenti che, appunto, si riferiscono direttamente alla singola produzione (a partire dalle materie prime e dalla manodopera diretta): è un concetto largamente oggettivo ma altrettanto insufficiente per determinare il prezzo di vendita.


Il costo industriale aggiunge al costo diretto una quota “ragionevole” (attribuibile con parametri più o meno fondati) degli altri costi legati alla fase produttiva dell’attività aziendale, come la manodopera indiretta o le bollette dell’elettricità.
Il costo pieno aggiunge al costo industriale del singolo prodotto anche una quota di costi sostenuti dall’impresa ma slegati dalla sfera strettamente manifatturiera: le imposte, lo stipendio dell’amministratore delegato o delle guardie giurate, gli interessi passivi bancari… È chiaro che, a questo punto, il livello di soggettività nell’attribuzione di tali componenti raggiunge quote molto elevate.
Il costo economico-tecnico, infine, è la configurazione più completa ed arbitraria, nonché, forse, la più importante. Nella definizione del “costo pieno” abbiamo considerato la totalità delle componenti che i ricavi devono riuscire a coprire: i costi, cioè, propriamente detti, che compaiono nel Conto Economico del bilancio aziendale.
I ricavi, però, non possono limitarsi a coprire i costi: se così fosse, l’azienda realizzerebbe un utile pari a zero. Al contrario, essi devono anche consentire di remunerare il capitale di rischio, e quindi attribuire dividendi ai soci dell’impresa (nell’ipotesi delle società, ma il discorso cambia poco in caso di ditta individuale).


Si tratta, quindi, di determinare a priori il livello complessivo desiderato dei dividendi da erogare e ripartirlo fra le unità prodotte.
Pertanto, per coprire tutti i costi propriamente detti nonché consentire la distribuzione di utili il prezzo di vendita non può essere inferiore al costo economico-tecnico.

Fonte: nostra elaborazione

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