Costo della maternità all’azienda

di Francesco Di Cataldo 4

Riepilogo dei costi per l'azienda durante la maternità...

Abbiamo sempre dato molto spazio ad approfondimenti legati alla maternità di una lavoratrice. In più occasioni infatti abbiamo avuto modo di capire come funziona a livello lavorativo la maternità a rischio, ma abbiamo anche parlato della brutta usanza delle dimissioni in gravidanza, oppure del congedo obbligatorio dal lavoro. E’ naturale che se vogliamo che il mondo proceda correttamente, le donne devono avere figli e quindi le aziende devono adattarsi.



Tutto questo però in Italia, e sottolineo in Italia, è un costo per l’azienda per diversi aspetti. Innanzitutto l’azienda deve pagare la dipendente la busta paga che verrà poi ammortizzata dal versamento dei contributi, in questo modo l’azienda, dall’inizio della maternità, deve pagare di botto 2 dipendenti ovvero la ragazza in maternità più la ragazza che va a sostituire la prima e spesso questo può essere un notevole sforzo.

Oltre a questo l’azienda deve pagare di propria tasca la formazione di una nuova persona in modo tale da non avere lacune nella produzione e questo potrebbe aumentare la difficoltà. Se lo Stato invece venisse incontro alle aziende, tutta questa difficoltà non esisterebbe e il datore di lavoro non dovrebbe più storcere il naso ad ogni gravidanza, ma potrebbe gioire insieme alla futura mamma.

Ma andiamo a vedere in dettaglio cosa avviene:

Durata della maternità:
Ogni lavoratrice è obbligata ad assentarsi dal lavoro durante la maternità per almeno 5 mesi ovvero 2 mesi prima del parto e 3 mesi successivi al parto.

Trattamento economico durante i 5 mesi:
La ragazza in maternità deve percepire un’indennità di maternità pari all’80% della busta paga del mese precedente l’assenza per gravidanza più tredicesima e in caso anche quattordicesima. Tale indennizzo viene recuperato dal versamento dei contributi in modo tale che il tutto sia a carico dell’INPS.

Trattamento economico durante i mesi di assenza facoltativa:
Nei primi 3 anni del bambino l’indennità vista sopra è pari al 30% dell’ultima busta paga + tredicesima e quattordicesima.

La ragazza che ha partorito ha inoltre la possibilità di ottenere un permesso per allattamento di 2 ore al giorno fino a un anno di vita del bambino e tale riposo raddoppia in caso di parto gemellare.

Commenti (4)

  1. QUESTO BLOG è DAVVERO BEN CURATO COMPLIMETI !!!!!!!!!

  2. Scusa, una info: quando dici “Tale indennizzo viene recuperato dal versamento dei contributi in modo tale che il tutto sia a carico dell’INPS.” non riesco a capire. Ma l’80% dello stipendio lo paga l’azienda o l’INPS? Cosa significa ” l’azienda deve pagare la dipendente la busta paga che verrà poi ammortizzata dal versamento dei contributi” Me lo potresti spiegare un po’ meglio? Grazie.

  3. Salve, vorrei sapere se la gravidanza a rischio ha qualche tutela in piu rispetto alla gravidanza normale e la rettribuzione é la stessa? Grazie complimenti per il sito.

  4. Ma i contributi mensili piùl’IRAP della donna in maternità chi li paga? l’IMPS o l’azienda?

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