Come curare il social e-crime

di Vito Verna Commenta

Per quanto possa, ma in realtà solamente apparentemente, sembrare estremamente difficile contrastare il social e-crime, concetto sul quale ci saremo soffermati in un nostro recente articolo, quest'ultimo potrebbe, a dire il vero, venir debellato in meno che non si dica.

Come curare il social e-crime

Per quanto possa, ma in realtà solamente apparentemente, sembrare estremamente difficile contrastare il social e-crime, concetto sul quale ci saremo soffermati in un nostro recente articolo, quest’ultimo potrebbe, a dire il vero, venir debellato in meno che non si dica.

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Il tutto, ovviamente, grazie all’attenta analisi, ed all’eventuale correzione, dei comportamenti sociali dei dipendenti dell’azienda.

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Se, infatti, l’imprenditore volesse consentire l’accesso ai social network a tutti i propri dipendenti, allo scopo di sfruttare le potenzialità offerte dal cosiddetto web 2.0 nonché, naturalmente, da tutti gli strumenti di condivisione e lavoro attualmente disponibili online, dovrebbe per lo meno preoccuparsi che nessuno dei propri dipendenti, specialmente nel caso in cui utilizzi il proprio social network preferito direttamente dalla propria postazione, carichi sul web qualsiasi tipo di contenuto bensì, basandosi su un’eventuale policy di comportamento internamente stabilita, non acceda ad applicazioni possibilmente in grado di limitare la produttività aziendale ne, tanto meno, condivida informazioni, riservate o sensibili, relative alla propria vita privata o, peggio ancora, alla propria vita professionale.

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Così facendo, ovverosia contrastando sul nascere qualsiasi comportamento anche solamente in minima parte compromettente, sarebbe dunque possibile evitare che i cyber-criminali attacchino, con profitto, la propria infrastruttura grazie allo sfruttamento delle debolezze dei più differenti social network.

Qualora ciò, però, non dovesse purtroppo bastare, dovrebbe essere cura dell’imprenditore provvedere a proteggere attivamente i dati aziendali grazie a strumenti quali la firma digitale, l’autenticazione forte e la crittografia, nonché alle funzioni di data leak prevention, offerte dai più comuni software di protezione delle infrastrutture digitali.

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