Boom dell’outsourcing ma non in Italia

di Giuseppe Aymerich Commenta

Un tempo le imprese tendevano a svolgere “in casa” qualsiasi funzione aziendale..

Un tempo le imprese tendevano a svolgere “in casa” qualsiasi funzione aziendale: questo ha portato alla costruzione di enormi ditte dall’impressionante struttura gerarchica piramidale.

Negli ultimi venti-trent’anni, invece, la tendenza è cambiata: in un’ottica di massimizzazione del rapporto costi/benefici, infatti, ci si è reso conto che spesso può essere più conveniente snellire la struttura e affidare determinate funzioni a subfornitori.


Si tratta delle funzioni in cui la nostra impresa non dispone di sufficienti e/o adeguate competenze professionali e risorse materiali: operare in proprio può risultare molto costoso o qualitativamente poco soddisfacente, laddove è più semplice e conveniente rivolgersi a soggetti specializzati.

L’impresa, quindi, finisce per concentrare al proprio interno solo il “core business”, ossia le funzioni-chiave in cui riesce a dare il meglio di sé, affidando dunque a terzi gli altri compiti: ogni grande azienda, in genere, crea oggi intorno a sé un nugolo di ditte talvolta piccole o piccolissime incaricate di determinate funzioni.

Questa tendenza, definita “outsourcing” (o “esternalizzazione”), si è imposta a partire dagli anni Ottanta e oggi è in piena ascesa: si stima che nel mondo cresca mediamente dell’otto percento all’anno. In Italia, però, il trend è ancora, tutto sommato, modesto: appena il 2%, nonostante le possibilità reputate molto interessanti da parte degli addetti ai lavori.


Le funzioni maggiormente esternalizzate sono la logistica, l’assistenza tecnica (specie sugli strumenti di telecomunicazione), i call center, il recupero crediti (o, più in generale, la gestione della clientela), la distribuzione dei prodotti, le attività di ricerca & sviluppo.

Da notare come l’outsourcing, grazie ai moderni mezzi di comunicazione, è affidata talvolta ad imprese molto distanti geograficamente: sempre più call center, per esempio, sono ormai situati in Romania e in Albania.

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