Boom della cooperazione fra aziende

di Giuseppe Commenta

Qui invece si parla di imprese che rimangono a tutti gli effetti distinte l’una dall’altra, ma che pur non rinunciando..

É un fenomeno ormai antico e radicato nel nostro Paese, ma con il passare degli anni non sembra subire alcun arresto ma tende al contrario a diffondersi ulteriormente.

Si tratta della cooperazione fra imprese diverse: è un fenomeno ben diverso da quelle del gruppo aziendale, perché in quest’ultimo caso abbiamo varie società che rispondono alla strategia unitaria di un unico soggetto economico.

Qui invece si parla di imprese che rimangono a tutti gli effetti distinte l’una dall’altra, ma che pur non rinunciando alla concorrenza trovano ugualmente il modo di collaborare, per affrontare insieme i problemi comuni.


Gli esempi sono molteplici: si va dal classico distretto industriale alle associazioni fra i negozianti di quartiere. Secondo i dati forniti da Confartigianato e Confesercenti, questa forma flessibile di collaborazione (definita “rete”) è in continua crescita, soprattutto nelle regioni del Centro.

Si calcola che in Italia circa un’impresa su cinque appartenga ad una rete: un dato ragguardevole, anche se in altre nazioni la percentuale è ben più alta (in Lituania si raggiunge addirittura il 73%).
L’assenza di strutture fisse, come potrebbe essere un consorzio, fa sì che la rete sia uno strumento molto flessibile e particolarmente adatto ad affrontare un mercato turbolento e in continua evoluzione.


Alcuni analisti ritengono tuttavia che la rete sarebbe più competitiva se passasse dall’attuale filosofia “territoriale”, che unisce le aziende operanti in una stessa area e che solitamente svolgono la stessa attività, ad una filosofia “di filiera” che vada dalla fornitura delle materie prime alla cessione dei prodotti finiti.

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