Aggiornamento paniere ISTAT

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per determinare il tasso d’inflazione più conosciuto, quello riferito ai consumi delle famiglie di impiegati e operai, l’Istituto Nazionale di..

Per determinare il tasso d’inflazione più conosciuto, quello riferito ai consumi delle famiglie di impiegati e operai, l’Istituto Nazionale di Statistica utilizza un virtuale paniere di beni e servizi che riflette le normali spese tipiche dell’italiano medio.

Il paniere è molto ampio e ricomprende decine di oneri di varia natura, a cui ovviamente non è attribuito lo stesso peso statistico: la ponderazione propria del pane o del latte è naturalmente molto più rilevante rispetto alle armi o alle cure di bellezza.


Un tempo il paniere era fisso e immutabile. A partire dagli anni Ottanta ha cominciato a venire rivisto e aggiornato, con frequenza sempre maggiore, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui è sottoposto ad un tagliando annuale.

Con il passare degli anni, infatti, la tecnologia avanza, le abitudini di spesa variano, gli strumenti utilizzati tutti i giorni divengono obsoleti dopo qualche anno, i prodotti di lusso divengono di colpo popolari. È dunque necessario togliere di mezzo alcune voci, aggiungerne altre, rivedere la ponderazione.

L’ISTAT ha reso noto il paniere che intende utilizzare per le rilevazioni da condurre nel corso del 2010: le voci sono in tutto 1.206, con un netto incremento rispetto alle 1.143 valevoli per l’anno passato.


Vediamo alcune novità. Nel computo entrano gli ormai diffusissimi voli low-cost e gli ultimi ritrovati della tecnologia delle comunicazioni, come lo smartphone; vengono invece meno i tradizionali giochi di società e le carte da gioco, nell’uso comune sostituite dalle versioni virtuali giocate al computer, e scompare anche la navigazione via mare per soli passeggeri senza vettura, non più utilizzata di frequente. Nel campo dei servizi, entra anche la spesa per le badanti, anche se a dire il vero non si tratta certo di una novità dell’ultimo anno.

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