Trionfo dello spumante sullo champagne

di Giuseppe Aymerich Commenta

Negli ultimi anni il vino italiano ha dovuto affrontare la concorrenza di agguerriti avversari provenienti da ogni angolo del globo..

spumante italiano

Negli ultimi anni il vino italiano ha dovuto affrontare la concorrenza di agguerriti avversari provenienti da ogni angolo del globo, dalla California al Cile fino all’Australia, ma il nostro principale competitor sui mercati mondiali rimane sempre il più tradizionale, e cioè la Francia.
Sul fronte dei frizzanti, però, possiamo dire senza falsa modestia che il nostro prodotto nazionale, lo spumante, ha letteralmente fatto a pezzi il cavallo di razza dei cugini d’Oltralpe, il blasonatissimo champagne.


La crisi per il più famoso vino francese è nota già da tempo, ma il 2009 è stato catastrofico: dai 322 milioni di bottiglie immesse nei mercati nel 2008 siamo scesi ai 260 milioni dell’ultimo anno, con una riduzione di quasi il 20%, mentre lo spumante (includendo anche i prosecchi) è arrivato al livello record di 345 milioni di bottiglie, mai raggiunto prima, e un fatturato che supera i due miliardi e mezzo di euro.
Circa cinque sesti della produzione è basata sul metodo “charmat”, con la fermentazione in autoclave, mentre il sesto rimanente adotta il tradizionale sistema “champenois”, con la lenta fermentazione in bottiglia e l’ottenimento dopo diversi anni di un prodotto di qualità superiore.

La prima Regione italiana per produzione di spumante è il Veneto, seguita dal Piemonte.


Il nostro prodotto è apprezzatissimo soprattutto sulle nostre tavole, com’è ovvio: il 98% dei brindisi di casa nostra è a base di spumante. Ma anche i buongustai stranieri lo apprezzano sempre di più: le esportazioni viaggiano a gonfie vele soprattutto in Germania, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
Va infine segnalato un altro dato. Le importazioni di champagne francese in Italia sono crollate del 66% negli ultimi dodici mesi: un tracollo senza precedenti.

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