Successo dell’alimentazione biologica

di Giuseppe Aymerich Commenta

Alla fiera di Norimberga, si è potuto constatare con mano il momento favorevole di cui gode il settore delle produzioni agroalimentari ottenute con procedimenti biologici..

Alla fiera di Norimberga, lo scorso febbraio, si è potuto constatare con mano il momento favorevole di cui gode il settore delle produzioni agroalimentari ottenute con procedimenti biologici: non più una nicchia nella galassia dei consumi bensì un comparto con robuste prospettive di crescita.

I motivi del successo sono da ricercarsi in un’accresciuta consapevolezza da parte dei consumatori della qualità dei prodotti “bio” in una fase storica in cui il benessere è avvertito come esigenza primaria, nonché nella riduzione dei prezzi: oggi per un’alimentazione sana non è più necessario spendere un occhio della testa come fino a pochi anni fa, grazie anche ad una sensibile crescita dell’offerta.


Effettivamente, il numero dei produttori agricoli che si dedica alle produzioni biologiche cresce in misura rilevante anno dopo anno. Per snocciolare qualche numero, si stima che in Europa nel triennio 2005-08 le aree coltivate biologicamente siano cresciute del 21%, e che i produttori nel 2008 siano aumentati del 9,5% rispetto solo ad un anno prima.

Il fatturato è in continua crescita: il giro d’affari mondiale si aggira intorno ai sessanta miliardi di dollari all’anno, di cui l’80% concentrato fra Europa e Nordamerica. Notevole attenzione dei produttori anche verso l’Asia: laggiù il mercato del biologico è ancora molto modesto ma si presume che possa crescere esponenzialmente già nei prossimi anni.


Per quanto riguarda la situazione italiana, sono diversi i dati interessanti da segnalare. La crescita dei consumatori del biologico aumenta anno dopo anno a dispetto della scarsissima attenzione dedicatagli dalla grande distribuzione. In effetti, da noi i prodotti più sani si acquistano per lo più direttamente dal produttore o nei negozi specializzati, al contrario di quanto avviene all’estero.
Da notare, inoltre, come l’Italia sia il secondo Paese europeo per estensione delle aree coltivate “a biologico”, dopo la Spagna.

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