Settore delle piastrelle

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’industria italiana della ceramica, incluso il segmento delle piastrelle, vive momenti di grande difficoltà..

L’industria italiana della ceramica, incluso il segmento delle piastrelle, vive momenti di grande difficoltà, sia a causa della crisi del potere d’acquisto delle famiglie che per la competizione dei settori limitrofi, come quello del legno.

L’unica notizia positiva è che la concorrenza proveniente dall’estero è contenuta, e il prodotto italiano non solo è sufficiente a dominare il mercato interno ma anche a guadagnarsi una certa fetta di esportazioni.


In ogni casa, il flop del piano casa, su cui si basavano le speranze di rilancio, è stata una delusione bruciante. Secondo le stime, nel 2009 il volume d’affari dell’intero segmento delle piastrelle è stato pari a 1.253 milioni di euro, laddove nel 2006 (appena tre anni prima) ammontava a 1.583 milioni: un calo di oltre il 20% nel fatturato. Pertanto, se le piastrelle vendute nel 2006 coprivano una superficie totale di 170,5 chilometri quadrati, nel 2009 l’area complessiva è precipitata a 127,5 kmq.

La debacle sembra ancora lontana dal concludersi, e i produttori di ceramiche mettono in campo idee nuove per rimettersi in carreggiata.

La soluzione che sembra prevalere è quella di “fare gruppo”: non più e non solo iniziative promozionali diffuse dal singolo marchio, bensì iniziative promosse dal sistema dei produttori nel suo insieme.
In particolare, si è scoperto tramite indagini di mercato che l’acquirente-tipo delle piastrelle è interessato soprattutto ai fattori più pragmatici: resistenza, facilità di pulizia, prezzi accessibili.


Secondo i ceramisti, però, questo porta a trascurare i pregi di tutt’altro genere, e cioè quelli estetici: ecco quindi in arrivo una campagna di marketing, rivolta sia ai consumatori che ai professionisti, che metta in evidenza la varietà, la fantasia e la bellezza del prodotto italiano. Si tratta, dunque, di far emergere una domanda che secondo i produttori esiste ma è ancora latente.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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