Ristoranti a conduzione straniera in continua ascesa

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nel 2000, si stimava che le attività di ristorazione avviate da imprenditori stranieri sul territorio italiano fossero..

ristorante straniero

Nel 2000, si stimava che le attività di ristorazione avviate da imprenditori stranieri sul territorio italiano fossero intorno alle cinquemila; oggi sono quasi il doppio.

A rivelarlo è la Camera di Commercio di Milano, che individua in 9.259 su 280.000 totali il numero complessivo, in continua ascesa.


A farla da padrone, naturalmente, sono i ristoranti cinesi (circa un quarto del totale), per i quali tuttavia pare sia ormai vicino il livello di saturazione del mercato. Non a caso, parecchi imprenditori cinesi stanno reinventandosi e ampliando i loro confini di riferimento, aprendo sushi-bar giapponesi o ristoranti thailandesi, confidando anche sulla scarsa conoscenza dei consumatori italiani.

Invece, c’è ancora molto spazio per le attività condotte da turchi, arabi e nordafricani, fra cui gli onnipresenti kebab, in progressiva diffusione. Seguono, ma in misura minore, i ristoranti argentini e sudamericani in genere e le caffetterie statunitensi (presenti quasi tutte al Nord).

Sono tuttavia rare, in proporzione, le attività che propongono esclusivamente specialità esotiche. Molti ristoratori, per non rischiare di perdere i clienti più tradizionalisti, propongono anche piatti italiani, che talvolta finiscono anzi per farla da padrone: si pensi alle sempre più diffuse pizzerie cinesi.
Circa il 20% delle attività di ristorazione gestite da imprenditori stranieri sono localizzate in Lombardia (817 solo a Milano), mentre quasi un migliaio di altre ditte sono invece nel Lazio.


A seguire le principali regioni del Centro-Nord: Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e così via, mentre le Regioni meridionali risentono meno del fenomeno.
All’ultimo posto, tuttavia, c’è proprio una Regione settentrionale, la Valle d’Aosta, che costituisce un caso a sé: si pensi che sono presenti soltanto venti ditte di ristorazione gestite da stranieri, e che in tutto il territorio valdostano non c’è nemmeno un ristorante cinese.

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