Le fiere guardano all’estero

di Giuseppe Aymerich Commenta

Un’interessante intervista con Massimo Mamberti pubblicata dal “Sole 24 Ore” fa il punto su una prospettiva ancora poco..

Un’interessante intervista con Massimo Mamberti (direttore dell’ICE – Istituto Nazionale per il Commercio Estero) pubblicata dal “Sole 24 Ore” fa il punto su una prospettiva ancora poco sfruttata dal sistema imprenditoriale italiano e per la quale tuttavia si può prevedere un progressivo interesse.
Si tratta delle scelte di internazionalizzazione cui il nostro sistema fieristico sta guardando con un certo ritardo rispetto ai Paesi a noi più direttamente concorrenti, come la Francia o la Spagna.

In effetti, in questi Stati si tengono pochi eventi fieristici in alcune date fondamentali dell’anno, e per di più concentrate sui settori d’eccellenza delle rispettive produzioni nazionali.
L’Italia, invece, conta su una miriade di eventi di ogni dimensione e in ogni ramo del sistema produttivo, spesso sovrapposti fra loro come date. Questo fa sì che ogni singola fiera italiana sia mediamente molto meno attraente di un’analoga manifestazione francese o spagnola, con conseguente ridotto afflusso di potenziali partner dall’estero.


L’ICE si sta impegnando direttamente in questo problema, da un lato cercando di incentivare una riduzione della frammentazione del nostro sistema fieristico, e dall’altro contattando e invitando in prima persona giornalisti e industriali stranieri perché possano toccare con mano le eccellenze del made in Italy.


Ma c’è l’altro lato dell’internazionalizzazione da curare con grande attenzione: far direttamente partecipare le principali fiere italiane all’interno di manifestazioni estere. I primi esperimenti in questo senso stanno offrendo dei risultati interessanti da coltivare: la rappresentanza del Salone del Mobile di Milano, ad esempio, si appresta su questa falsariga a sbarcare a Mosca e New York nel corso del 2009.

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