Il settore del benessere non conosce crisi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per quanto gli italiani stiano vivendo in questi mesi la fase più acuta della crisi globale, ci sono settori di prodotti..

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Per quanto gli italiani stiano vivendo in questi mesi la fase più acuta della crisi globale, ci sono settori di prodotti tutto sommato voluttuari che tuttavia non sembrano scontare più di tanto le difficoltà del momento.

È il caso del cosiddetto “wellness”, l’insieme di tutti i trattamenti di cura della persona e del suo benessere fisico. Un settore quanto mai promettente e da molti anni in espansione, se è vero – come segnalano le statistiche – che riesce da solo a muovere circa 5,5 miliardi di euro all’anno: di questi, quasi la metà (2,2 miliardi) sono spesi fra fitness e piscina, mentre la parte restante si suddivide fra cura del corpo e del viso, integratori alimentari e articoli sportivi.


Si calcola che siano circa otto milioni i cittadini interessati da questo fenomeno, e un sondaggio condotto recentemente rivela che solo una ridotta minoranza di essi medita di tagliare in parte queste spese (12%) a causa delle difficoltà economiche; l’ambito più penalizzato pare essere la piscina, passione molto diffusa ma anche piuttosto cara.


La spesa media degli appassionati di wellness oscilla attualmente attorno alla bella cifra di circa settecento euro all’anno, a dimostrazione del buono stato di salute del settore.

Se tuttavia i ricavi delle imprese già consolidate in questo ambito dei servizi non sembrano soffrire più di tanto la crisi, problemi più seri sembrano invece riguardare le piccole realtà o le nuove iniziative, a causa delle loro difficoltà di accedere al credito in conseguenza della nota stretta operata dalle banche in questi tempi di grave sfiducia verso i debitori.

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