ICT, la crisi perdura

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il settore economico noto comunemente come Information and Communication Technology (ICT) vive in questo periodo una fase molto difficile..

Il settore economico noto comunemente come Information and Communication Technology (ICT) vive in questo periodo una fase molto difficile.

Se il 2009 si è rivelato disastroso, registrando un crollo medio del fatturato pari ad oltre l’otto percento rispetto all’anno precedente (la media mondiale è stata del -5,4%), anche il 2010 non è iniziato sotto i migliori auspici.


Il primo trimestre del nuovo anno, infatti, rileva un’ulteriore caduta (-2,9%), che porta a supporre tempi ancora lunghi prima che cominci la ripresa. Le difficoltà colpiscono un po’ tutti i comparti del settore, sia pure con percentuali differenti: vendite di hardware e di software, assistenza tecnica, servizi collegati.

Le aziende italiane, a loro volta in crisi, hanno d’altronde tagliato molte voci di costo, fra cui quelle legate all’ICT, rinviando il rinnovo delle macchine a disposizione a momenti migliori e chiedendo assistenza solo per i problemi davvero gravi; né notizie migliori provengono dalle forniture allo Stato e agli enti locali.

I produttori del settore lamentano come l’ICT sia stato visto da molti imprenditori come una spesa da tagliare o ridimensionare, invece che un fattore di crescita utile per avviare la ripresa. A loro giudizio, invece, proprio incrementare gli investimenti nei prodotti ICT può costituire un fattore vincente per ridurre il gap di competitività rispetto ai concorrenti esteri, sia per organizzare meglio internamente la produzione e l’amministrazione che per aprirsi la strada verso nuovi mercati.


Le stime sul 2010 prevedono un fatturato complessivo del settore intorno ai diciotto miliardi di euro, inferiore di oltre il 3% rispetto all’anno precedente. Saranno le vendite di hardware a soffrire di più, giacché la riduzione dovrebbe aggirarsi intorno al 4,5%, ad assommarsi al drammatico -14,8% registrato nel 2009.

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