Export uguale maggiore ricchezza per le imprese del sud

di Francesco Di Cataldo Commenta

Si è tenuto conto di due indici per svolgere tale analisi: il ROE, che esprime il rendimento del capitale di rischio, ed il ROA, che

Le imprese del sud, in base a recenti ricerche e studi di Unioncamere, devono puntare sulle aggregazioni, utilizzando lo strumento delle reti, per aprirsi all’estero e di conseguenza aumentare la propria redditività. Sono state effettuate delle ricerche in proposito, in particolare sui bilanci delle società di capitali delle imprese del sud Italia, nel biennio 2006-2008.



Si è tenuto conto di due indici per svolgere tale analisi: il ROE, che esprime il rendimento del capitale di rischio, ed il ROA, che esprime la redditività. Le imprese che non esportano hanno evidenziato un saldo negativo per due anni (-1,2% e -0,9%), e positivo per un anno, (+ 0,4%), mentre invece le imprese che si sono dedicate all’export, hanno rilevato tre saldi positivi (+2,8%, +5,3% e +1,85%): questo per quanto riguarda il primo parametro, il ROE.

Mentre con riferimento al secondo indice, il ROA, le imprese esportatrici avevano un valore compreso tra il 3% ed 4%, mentre per le altre che non erano dedite all’export era tra l’1,7% e il 2,5%.

La differenze che risultano da tali studi, sono molto evidenti, quindi “essere” presenti sui mercati esteri, soprattutto quelli in via di sviluppo, da un lato comporta maggiori investimenti, ma dall’altro garantisce una maggiore redditività. Un ultimo dato su cui poter riflettere: le imprese che esportano hanno un fatturato medio di 10 milioni di euro, otto volte più basso le imprese che non si occupano di export.

E’ pero da rilevare che qualche cosa si sta muovendo, nel connubio “Mezzogiorno ed Export”: nel 2010 le esportazioni nel mezzogiorno sono cresciute del 17,8%. La strada che hanno intrapreso le nostre imprese è quella giusta.

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