Edilizia in crisi anche nel 2010

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’edilizia costituisce un settore-cardine dell’economia italiana, come d’altronde per quella di tutti i principali Paesi..

L’edilizia costituisce un settore-cardine dell’economia italiana, come d’altronde per quella di tutti i principali Paesi; si può dire che i suoi andamenti di mercato rappresentino una valida spia dell’andamento dell’economia nazionale complessiva.

Se le cose sono davvero così, purtroppo, non si traggono troppe speranze sulla ripresa dell’economia italiana: anche nel 2010, infatti, la situazione dell’edilizia è tutt’altro che rosea. Si stima per l’anno in corso una contrazione del fatturato di circa il 7%, il che porterebbe al 17% la riduzione del giro d’affari nell’ultimo triennio: questo riporterebbe l’edilizia italiana ai livelli precedenti al 2000.


Anche sul fronte dell’occupazione, d’altronde, c’è poco da festeggiare: il numero dei lavoratori del comparto, infatti, è destinato a scendere nell’anno in corso di quasi il 4%.
Queste notizie sono non solo inquietanti ma per certi versi sorprendenti: nei primissimi mesi dell’anno, infatti, si erano registrati timidi segnali positivi, che facevano presagire una progressiva ripresa del settore. Tali segnali, però, non si sono confermati, e la crisi è dunque tutt’altro che conclusa.
Nelle previsioni formulate da qui fino a dicembre, peraltro, entra in gioco un altro fattore. Le stime precedenti erano più favorevoli a causa delle ipotesi sulle ricadute positive del famoso “piano casa”. Le nuove stime, invece, non tengono più in alcun conto il piano casa, considerate le enormi difficoltà e bocciature che esso sta ricevendo a livello territoriale: se esso apporterà dei benefici all’edilizia, dunque, essi saranno del tutto trascurabili, almeno nel 2010.


L’altro elemento che incide pesantemente sulle previsioni sono gli ulteriori tagli agli stanziamenti per le opere pubbliche, colonna portante del settore; e i recenti colpi di mannaia ai trasferimenti verso Regioni ed enti locali determineranno a loro volta delle conseguenze probabilmente drammatiche per le imprese edili, soprattutto quelle di dimensione minore.

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