Diamanti in esaurimento, prezzi alle stelle

di Giuseppe Aymerich Commenta

Da decenni ci s’interroga sulla data in cui termineranno le scorte mondiali di petrolio..

Da decenni ci s’interroga sulla data in cui termineranno le scorte mondiali di petrolio: ultimamente, però, il problema non appare più drammatico come un tempo, dato che la continua scoperta di nuovi giacimenti e il miglioramento delle tecniche di estrazione e di raffinazione consentono di spostare sempre più in là il temutissimo D-Day.


In realtà, tuttavia, il problema riguarda tutti gli elementi di origine naturale: ferro, uranio, zinco, oro, carbone e così via. Le riserve nascoste nelle viscere del pianeta, per quanto vaste, non sono certo inesauribili; ma l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale per queste altre sostanze è molto meno elevata, almeno fino a quando il problema non si presenterà concretamente.

E sembra che il conto alla rovescia sia davvero iniziato almeno per un minerale conosciutissimo: i diamanti. Le previsioni del colosso mondiale della lavorazione, De Beers, sono drammatiche: all’attuale ritmo di estrazione, entro quindici anni non ci sarà più un solo diamante in natura. E la conseguenza inevitabile, ovviamente, sarà la crescita esponenziale dei prezzi, già tutt’altro che modesti.

L’unica speranza per rallentare la spirale è quella di rallentare nettamente il ritmo di estrazione; e se nel 2008 erano stati estratti diamanti per quarantotto milioni di carati, già nel 2011 si sarà scesi a quaranta milioni.


La crescita dei prezzi, comunque, può essere ostacolata ma non certo bloccata: nelle prossime settimane, successivamente all’annuncio di De Beers, i prezzi dovrebbero salire perlomeno del 5% e restare costanti (se non aumentare ancora) per gli anni successivi.

Da notare come nel campo dei diamanti sia rinnovata l’eterna sfida fra l’India, primo produttore al mondo, e la Cina, che ha stipulato lucrosi affari con i governi africani per estrarre i ricchissimi giacimenti locali.

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