Declino dei phone center

di Giuseppe Aymerich Commenta

In tutte le città di grandi e medie dimensioni, negli anni passati sono sorti come funghi i phone center destinati ai sempre più numerosi immigrati, per lo più extracomunitari..

In tutte le città di grandi e medie dimensioni, negli anni passati sono sorti come funghi i phone center destinati ai sempre più numerosi immigrati, per lo più extracomunitari.

A tariffe agevolate, infatti, queste aziende hanno consentito agli stranieri di tenersi in contatto con le proprie famiglie negli angoli più sperduti della Terra, dall’America del Sud alle Filippine.


Dopo una fase di boom, sia pure per questa particolarissima nicchia di mercato, i phone center per immigrati stanno però vivendo oggi una fase di declino. Colpa dei telefoni cellulari e delle tariffe speciali previsti dalle compagnie sulle chiamate internazionali, stabilite proprio con un occhio di riguardo al crescente target degli stranieri residenti in Italia (oggi il numero complessivo arriva a cinque milioni).

Le indagini condotte dalla società MoneyGram (specializzata nella trasmissione delle rimesse di denaro ai Paesi d’origine) dimostrano come ormai il 95% degli stranieri preferisce adottare il telefono cellulare per contattare i propri cari, rivolgendosi quasi sempre a società telefoniche italiane.


La spesa media oscilla fra i 33 e i 45 euro al mese. Risulta che mediamente sono gli africani i più spendaccioni, dato che chiamano casa in media un giorno su due, mentre i sudamericani sono i più parsimoniosi. Il giro d’affari oscilla intorno ai sei miliardi all’anno e non accenna a diminuire. Infine, una curiosità: il metodo di pagamento di gran lunga preferito è la carta ricaricabile.

Qualche dato anche sull’utilizzo di Internet, impiegato con frequenza da sette immigrati su dieci: posta elettronica e letture delle notizie del proprio Paese i principali utilizzi.

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