Crisi settore nautico

di Giuseppe Aymerich Commenta

La nautica costituisce da sempre una delle punte avanzate dell’esportazione italiana..

La nautica costituisce da sempre una delle punte avanzate dell’esportazione italiana: per volume d’affari, infatti, è il quinto comparto nel totale dell’export made in Italy. Inoltre, l’Italia è il primo Paese al mondo nelle esportazioni di prodotti nautici.

Nonostante questi dati, tuttavia, il settore ha sofferto e soffre tuttora pesantemente della crisi globale. Nel 2009 gli affari sono crollati di oltre il 30%: un dato spaventoso che ha fatto vacillare anche i principali colossi aziendali. Nel dettaglio, la costruzione di motori e la componentistica sono gli ambiti che hanno ricevuto i colpi più duri.


E tuttavia, questi primi mesi del 2010 sembrano spingere ad un maggiore ottimismo, seppure cauto. Le vendite e gli ordini hanno ripreso a salire, per quanto siamo ancora lontani dall’essere tornati ai livelli pre-crisi, e le esportazioni italiane hanno registrato miglioramenti molto più netti (+17,2%) rispetto a quelli propri dei nostri concorrenti europei.

Tuttavia, in occasione della presentazione della cinquantesima edizione del Salone Nautico di Genova che si terrà nel prossimo ottobre, l’associazione di categoria UCINA ha fatto sentire la propria voce critica nei confronti delle istituzioni.

È pur vero che, per la prima volta, il decreto incentivi della scorsa primavera ha previsto contributi a favore della nautica per tutta una serie di acquisti; è altrettanto vero, però, che le somme stanziate si sono rivelate irrisorie rispetto alle esigenze delle imprese e sono andate esaurite in tempi rapidissimi.


La delusione, però, è ancora più forte con riferimento ad altre questioni, Nonostante molte sollecitazioni dell’UCINA, tuttora le attesissime riforme normative in materia portuale sono ferme da anni in Parlamento, mentre le leggi di natura fiscale e amministrativa sono piuttosto confuse e urgono moltissimi chiarimenti (cosa che frena gli investitori esteri).

Fonte: Il Sole 24 Ore

Rispondi