Crisi settore alberghiero

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il 2009 è stato un anno molto duro per il comparto turistico nazionale, e questo era noto da tempo..

Il 2009 è stato un anno molto duro per il comparto turistico nazionale, e questo era noto da tempo; il vero problema è che la ripresa stenta a farsi vedere e che anche le prospettive per il 2010 sono abbastanza nere: il potere d’acquisto degli italiani e degli stranieri è ancora ridotto, e un senso di generale sobrietà spinge oggi a ridimensionare le spese non strettamente necessarie.


A complicare il quadro, poi, ci si mette anche il calendario: quest’anno il 25 aprile e il primo maggio cadranno durante due successivi weekend, e dunque non ci sarà alcun ponte; laddove quei ponti rappresentano il momento solitamente più proficuo per il turismo durante l’intera stagione primaverile.

Nel frattempo, stanno arrivando i dati definitivi sul 2009, recentemente illustrati dall’associazione di categoria Federalberghi. Nei dodici mesi appena trascorsi, le presenze negli alberghi italiani sono diminuite di circa dieci milioni (-3,9%), corrispondenti a circa 3,5 milioni di ospiti in meno. E senza l’improvvisa e inattesa fiammata positiva del periodo natalizio, i dati sarebbero ancora più pesanti.

Se poi si aggiunge che molti alberghi hanno dovuto abbassare i prezzi per far fronte alla situazione, si determina che il comparto turistico italiano ha perso circa 1,7 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, considerando anche l’indotto.


Come se non bastasse, brutte notizie anche dal fronte occupazionale: cinquantamila licenziamenti oppure assunzioni stagionali non rinnovate (di cui dodicimila nell’ambito alberghiero), a cui vanno assommati circa altri venticinquemila posti di lavoro perduti nell’indotto.
Insomma, una situazione difficile, anche se non catastrofica, per affrontare la quale Federalberghi richiede un urgente incontro con il Governo per studiare delle soluzioni urgenti e indifferibili.

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