Crisi anche per i dentisti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Molti settori professionali sono ormai saturi, a causa dell’eccessivo numero degli operatori che spinge soprattutto i neo-abilitati a contendersi spazi di mercato sempre più esigui..

Molti settori professionali sono ormai saturi, a causa dell’eccessivo numero degli operatori che spinge soprattutto i neo-abilitati a contendersi spazi di mercato sempre più esigui.

Il caso degli odontoiatri è però differente. Come nelle altre professioni sanitarie, la crescita dei dentisti è stata contenuta (+8% dal 2006) considerando che in tutto si superano appena i cinquantatremila operatori (uno ogni 1.105 abitanti), ma il vero problema è stato semmai l’abbattersi della crisi del potere d’acquisto degli italiani.


Le cure odontoiatriche, infatti, sono state identificate da molti consumatori come eccessivamente costose e non particolarmente indispensabili o urgenti. La conseguenza è consistita in un crollo di quasi il 20% del fatturato medio dei dentisti italiani, da 130.954 a 105.884, mentre la spesa media dei pazienti nel 2009 è scesa a 378 euro, dai 425 dell’anno precedente.

Il singolo odontoiatra vanta un reddito medio, al lordo delle tasse, pari a 45.100 euro l’anno: probabilmente meno di quanto si crede secondo l’immaginario medio.


Ma l’analisi predisposta dall’ANDI, la principale associazione odontoiatrica, tocca anche altri aspetti e consente di saperne più su questo rilevante settore professionale. Scopriamo così che i dentisti italiani sono per lo più di sesso maschile e di età inclusa fra i cinquanta e i sessant’anni. Le donne sono meno di quarto del totale (23,3%), anche se il loro numero tende a crescere con gli anni.

I dentisti operano principalmente con studi propri e nella forma giuridica della professione individuale (rare le associazioni professionali e rarissime le società); ognuno di loro conta fra mediamente due o tre fra segretarie e collaboratori.

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