Attuari, la migliore professione al mondo

di Giuseppe Aymerich Commenta

Secondo una recente ricerca condotta da una società statunitense quella dell’attuario è risultata in assoluto come la migliore professione che oggi esista al mondo..

Secondo una recente ricerca condotta da una società statunitense, che ha analizzato le caratteristiche di duecento diversi profili professionali, quella dell’attuario è risultata in assoluto come la migliore professione che oggi esista al mondo.

L’attuario, infatti, è richiestissimo dal mercato del lavoro, lavora in condizioni psicofisiche ottimali e non stressanti e gode di uno stipendio medio-alto. Si calcola che nel mondo vi siano circa ottantamila attuari, di cui circa novecento in Italia.


Il mercato del lavoro nazionale, però, ne richiederebbe almeno il doppio, cosicché chiunque si laurei in un corso inerente la statistica attuariale trova lavoro al più tardi entro qualche mese. Non solo: la domanda è tanta che non sono rare le storie di giovani assunti prima ancora di laurearsi. Lo stipendio medio di chi inizia l’attività è intorno ai sedicimila euro lordi all’anno, ma a regime si arriva facilmente ai sessanta-ottantamila euro.
Ma cosa fa, esattamente, un attuario? Si tratta dell’esperto di quel ramo della statistica che studia la probabilità (o il rischio) che si verifichi un dato evento, con la previsione di quelli che ne sarebbero gli effetti.
Le formule da applicare sono sostanzialmente le stesse: è per questo che lo stesso attuario può agevolmente passare dalle applicazioni nel campo delle assicurazioni a quelle nelle banche, dai movimenti in Borsa alla sicurezza nel lavoro.


Esiste un ordine professionale per gli attuari: per iscriversi, occorre il diploma di laurea e il superamento dell’esame di Stato; non è invece ancora obbligatorio il tirocinio.
Ad oggi sono iscritti all’ordine circa novecento attuari e l’età media è piuttosto bassa (43 anni). Circa la metà degli attuari è di sesso femminile, ma, considerato l’attuale tasso d’iscrizione ai corsi universitari, è presumibile che fra qualche anno le donne dovrebbero arrivare intorno al 70%.

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